ANDES 2014-2015 – Da Pareditas, Argentina (km 3002) a Aluminè, Argentina (km 4055).

ANDES 2014-2015 – Da Pareditas, Argentina (km 3002) a Aluminè, Argentina (km 4055).

Amici cari che ci seguite… Ecco a voi un aggiornamento del blog!

Gli aggiornamenti non sono frequenti come avremmo voluto, ma le giornate di viaggio sono intense e unire foto e parole non è sempre un compito facile.

Speriamo comunque che la lettura sia gradita! Paola e Silvano

 

17 e 18/12/2014 Pareditas

La cabaña in cui alloggiamo a Pareditas, provincia di Mendoza, è davvero deliziosa. Sembra una piccola baita di montagna, suddivisa in due unità. Al pian terreno angolo cottura, piccola sala da pranzo e bagno, al primo piano mansardato ci sono 4 letti a castello sospesi da funi, quasi a dondolo, e un comodo letto matrimoniale.

Due splendidi giorni di sole e puro relax in una piacevole cornice: Pareditas è piccola, in mezzo al verde, con poco passaggio, si passeggia tranquilli per le sue strade, fino ai suoi campi in cui si coltiva origano.

Alberto ce ne regala qualche bustina per allietare i nostri pranzi (che bello avere una cucina dove poter preparare pietanze casalinghe!), ci regala anche un mate, cioè la piccola zucca che gli argentini usano per bere la yerba mate, di cui sono accaniti consumatori (si vede tanta gente armata di thermos per l’acqua calda che puoi trovare in qualunque negozio) e cerca di avvicinarci all’arte del preparare e bere il mate, senza però trovare in noi dei buoni allievi, visto che la prima cosa che facciamo è rovinare tutto con una bustina di zucchero, mentre la tradizione prevede il mate amaro che più amaro non si può!

Stiamo davvero bene qui, si riposa, si scrive, si scelgono le foto per il blog. Che dire… I piccoli paesi ci attirano molto più di quelli grandi o delle città, perché ti senti tranquillo e hai sicuramente maggiore contatto con le persone e una vita più a misura d’uomo, sensazione provata a Cafayate e a Huaco.

Abbiamo scelto di deviare dalla ruta 40 in direzione di San Rafael, allungando un po’ il nostro percorso, ma tagliando fuori la vecchia 40 e la nuova ancora in costruzione, con il suo sterrato arenoso che si intravede fin dai primi metri, i suoi dislivelli e il suo nulla…per ora la Bolivia è maestra e noi la sabbia l’abbiamo già assaggiata!

 

19/12/2014: Tappa 52: Pareditas – San Rafael (110 km)

È soleggiata la giornata che ci porta a San Rafael, dopo 110 km, prima a salire e poi a scendere, tutto in maniera graduale.

Siamo contenti di arrivare alle 16 e di avere ancora tutto il tempo di trovare da dormire e riposare. Mentre entriamo in città utilizzando una sorprendente ciclovia molto frequentata, facciamo due chiacchiere con un signore in bici che alla fine ci invita a trascorrere la serata e la notte a casa sua! L’offerta ci coglie un po’ alla sprovvista, finora abbiamo sempre incontrato persone gentili ma nessuno che ci aprisse le porte di casa con tanta semplicità. Tentenniamo un po’, il maggior timore é quello di disturbare perché per il resto Claudio è davvero una brava persona. Accettiamo l’invito e, mentre pedaliamo verso la sua abitazione, facciamo una scoperta sorprendente: su 110 mila abitanti di questo paesone, abbiamo incontrato un altro farmacista, collega e amico del nostro Alberto di Pareditas, che avremmo potuto incontrare nuovamente questa sera a cena a casa di Claudio, se non fosse saltato l’appuntamento tra colleghi. Com’è sorprendentemente piccolo il mondo!

Abbiamo riso tanto di questa combinazione anche con sua moglie Mariana, ringraziandola dell’accoglienza che ci offrivano. Potevamo capitare ovunque e invece ci siamo trovati in una casa favolosa, con un bel giardino pieno di fiori, alberi, piscina, un piccolo appartamento solo per noi (dove prima abitava la mamma di Mariana) e un delizioso asado per una cena in famiglia, conoscendo anche i sei figli di Claudio e Mariana. Che serata!

E che nottata! Nel bel mezzo della nanna veniamo svegliati da un rumore che sembra un allarme nella casa in cui dormiamo, non sappiamo che pesci prendere, dove mettere le mani. Usciamo praticamente in mutande, meno male che il cane di casa ormai ci conosce e non abbaia, andiamo a suonare a Claudio, costretto anche lui a uscire in mutande e a sbloccare quello che alla fine si rivela un campanello incantato, non nel senso di magico, ovviamente! Qualche buontempone ha suonato il loro e anche il nostro che, non più in uso da mesi, ha deciso di bloccarsi proprio questa notte con noi dentro!

Claudio e Mariana

Claudio e Mariana

 

L'incantevole casa di Claudio e Mariana

L’incantevole casa di Claudio e Mariana

Claudio all'opera con l'asado

Claudio all’opera con l’asado

 

20/12/2014: Tappa 53: San Rafael – cruce di El Nihuil (53 km)

Mariana e Claudio ci preparano la colazione e sentiamo che sarebbero stati contenti se ci fossimo fermati ancora, addirittura fino a Natale. Se non mancassero quattro giorni avremmo accolto l’invito, sarebbe stato quasi come essere a casa, talmente siamo stati bene in una sera soltanto…però abbiamo ancora tanta strada davanti alle nostre ruote e quindi ripartiamo, con un briciolo di dispiacere.

Facciamo ancora una tappa logistica in paese e troviamo anche il tempo di fare conoscenza con il signor Rafael, che lavora per una radio locale e ci chiede di rilasciare una breve intervista sul perché e il percome del nostro viaggio! Ecco che siamo diventati in pochi minuti due stelle della radio…fantastico!

Iniziamo a pedalare tardi ma contenti, ci attende una salita attraverso la cuesta de Los Terneros, impegnativa ma non troppo, poi si scende; il paesaggio é bello, il tempo invece si fa brutto e già sappiamo che non attraverseremo paesi e la diga di El Nihuil, con hotel e campeggio, si trova a 25 km di deviazione dalla strada che percorriamo. Fortunatamente all’incrocio c’é un negozio e il proprietario, che abita lì, ci permette di montare la tenda sotto gli alberi accanto a casa e di stare al caldo nel negozio fino alla chiusura. Alle 21 siamo già in tenda ma ci fa piacere dormire qualche ora in più, in fondo questo ci manca dei tempi della Bolivia…trovare un posto per la tenda verso le 17 in modo da montarla prima del tramonto e dell’arrivo del freddo, poi cucinare per togliersi il pensiero e la fame e infine cercare il caldo del sacco letto alle 20, per sprofondare nel sonno pochi minuti dopo…

In Argentina invece tirano tardi, peggio che in Italia! Se chiedi di cenare verso le 20 trovi tutto chiuso, loro stanno ancora facendo merenda! Tutto si sposta di ore e ore e noi, giorno dopo giorno, abbiamo sempre più sonno arretrato…

 

Radio Piuqèn, in compagnia del signor Rafael

Radio Piuqèn, in compagnia del signor Rafael

Un delizioso prosciutto crudo prima della cuesta "brava" de Los Terneros

Un delizioso prosciutto crudo prima della cuesta “brava” de Los Terneros

Tenda al cruce di El Nihuil

Tenda al cruce di El Nihuil

 

21/12/2014: Tappa 54: cruce di El Nihuil – El Sosneado (88 km)

Partiamo prima che il negozio apra, c’è una coltre di nuvole basse e qualche raggio di sole che tenta di squarciarle; siamo belli coperti, indossiamo anche il cappello di lana con le orecchie comprato a Santa Rosa e non ne buttiamo via neppure un po’.

Strada dritta, un po’ di montagne sullo sfondo, ad un certo punto incrociamo anche la fantomatica ruta 40; entrambi pensiamo che sia stato un bene non averla presa: si intravede una striscia di terra di lunghezza imprecisata che scavalca una montagna e si perde chissà dove…

Continuiamo a pedalare e, dopo una sosta caffè con la nostra super cucina da campo, incontriamo Luigi e Mario, papà e figlio, cecoslovacchi, che pedalano su e giù attraverso i passi andini tra Argentina e Cile. Chiacchieriamo, percorriamo qualche chilometro insieme ma poi ci separiamo, perché si alza un vento frontale che rallenta più noi che loro. Gli ultimi 15 km fino a El Sosneado scorrono lenti ma finalmente arriviamo, ci sistemiamo, ceniamo e facciamo due interessanti parole con Miguel, che gestisce negozio e alloggi ma, soprattutto, organizza escursioni nelle belle zone montane dei dintorni, che includono anche il luogo in cui una quarantina di anni fa precipitò l’aereo della squadra di rugby uruguaiana, dalla cui storia é stato tratto il film “Alive – sopravvissuti”.

Scopriamo infine che il nome El Sosneado in dialetto Huarpe (popolazione indigena sterminata dai conquistadores…) ha un bel significato: vuol dire “Il primo luogo dove si vede il sole”. Come sempre ogni luogo, anche il più piccolo, ha la sua storia.

 

Tutto ruota attorno al caffè

Tutto ruota attorno al caffè

El Sosneado

El Sosneado

Il classico cartello della Ruta 40

Il classico cartello della Ruta 40

 

22/12/2014: Tappa 55: El Sosneado – Malargüe (53 km)

Lasciamo El Sosneado decisamente infreddoliti, ma pedalando il freddo si sente molto meno. Le montagne innevate ci accompagnano e sono davvero un bello spettacolo per gli occhi.

Non sono molti i km che ci separano da Malargüe, che, da quanto abbiamo letto, ci sembra un bel paesino e probabilmente sarà il luogo dove trascorreremo questo Natale lontano da casa.

Arriviamo presto, troviamo l’ufficio turistico e un lungo elenco di possibili sistemazioni. Dopo un giro di ricognizione, ci fermiamo in un piccolo hotel centrale, per risolvere questioni logistiche e decidere cosa fare nei prossimi giorni.

Malargüe è accogliente come la immaginavamo; la ruta 40 diventa l’avenida centrale, c’é molta gente, molti negozi e nessuno che ci mette in guardia da pericoli vari e quindi ci godiamo la tranquillità che si respira.

La nostra bella Emilie proprio oggi è in volo per tornare a casa, in Australia, da Jarron che l’aspetta. Sapevamo che non avremmo trascorso il Natale insieme ma, quando ci ha detto che partiva oggi, siamo stati contenti: meglio noi qui e lei con il suo amore che non noi qui, lei da sola a Cordoba e Jarron da solo in Australia. Buon viaggio, Bella Bichu, ci mancherai davvero!

 

Le nostre Biciclette decorate per il Natale

Le nostre Biciclette decorate per il Natale

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Zucchero a velo sulle montagne

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In viaggio verso Malargue

 

23-24-25-26/12/2014. Natale a Malargüe

Questo Natale a Malargüe ci è piaciuto molto, un Natale atipico, al caldo ma lontano dai Gigetti e la Deli, con cui trascorriamo sempre le feste.

La stanza dell’hotel ci sta un po’ stretta, é buia, manca l’aria e quella che c’è sa di fumo impregnato nei muri. Decidiamo di fare un giro all’ingresso del paese, che è pieno di alberi e prati, sembra di essere in campagna; cerchiamo e troviamo una cabaña graziosa e spaziosa, che costa meno dell’hotel e dove possiamo essere indipendenti anche nel cucinare, sotto gli alberi e con un giardino davanti. É il nostro posto, ci spostiamo in questa piccola abitazione tranquilla dove ci sentiamo quasi a casa e con più libertà di movimento.

Giriamo per il centro della cittadina, che é famosa per il suo cielo molto terso, infatti c’é un osservatorio astronomico, in cui studiano anche i raggi cosmici e hanno costruito un bel planetario, attraverso cui Irene ci conduce, mostrandoci una serie di orologi solari costruiti per le caratteristiche di Malargüe. In più, nella sala del planetario vero e proprio, facciamo un viaggio tra le stelle dell’emisfero australe, conosciamo la Croce del Sud, Orione e lo Scorpione; infine assistiamo alla proiezione del filmato “Astronauta” che racconta la complessa preparazione necessaria per poter lavorare nello spazio. Questa visita ci ha entusiasmato, é stato un frammento di tempo trascorso nello spazio tra le stelle!

Poi non poteva mancare l’ultima avventura della ruota posteriore di Sil… Il giorno del trasferimento nella cabaña scarichiamo le borse e, con le bici leggere come non mai, ci rechiamo a fare la spesa per questi giorni di festa. Dopo due km sento rumore di esplosione e penso a un petardo anticipato, mi giro, guardo Sil e capisco che é tutt’altro: é scoppiata la camera d’aria, il copertone é sbeccato, un paio di pedalate sul cerchio e vai… Copertone inutilizzabile e ruota scentrata… Vigilia di Natale… Ancora fortunati perché Malargüe non è sperduta nel nulla, c’è un ciclista ancora aperto per centrare la ruota e un rivenditore praticamente già chiuso che, però, ci vende un copertone.

Mentre io passo il tempo a fare il bucato, Sil fa manutenzione bici ma dopo Natale passeremo di nuovo a far controllare la povera ruota che è centrata lateralmente ma non verticalmente… Ce le ha tutte!

Ad ogni modo la nostra permanenza a Malargüe é stata ritemprante e siamo stati contenti di fermarci qui!

 

Da nord a sud

Da nord a sud

Controllo elemento ceramica del 15 al T-rex

Controllo elemento ceramica del 15 al T-rex

Manutenzione Bicicletta

Manutenzione Bicicletta

Buon Natale a tutti!

Buon Natale a tutti!

Smile...

Smile…

Stefano all'opera

Stefano all’opera

Se non riesci a eliminare la zanzara...lasciala fuori

Se non riesci a eliminare la zanzara…lasciala fuori

Andes: la nostra birra

Andes: la nostra birra

 

27/12/2014: Tappa 56: Malargüe – Bardas Blancas (70 km)

La giornata della partenza dopo la sosta natalizia procede bene in direzione Bardas Blancas; saliamo tranquillamente la cuesta de Chihuido, poi troviamo in rifacimento la strada che porta al paese e quindi finiamo con sterrato brutto, un po’ di vento, facciamo conoscenza con fastidiosi tafani e troviamo l’hosteria ancora chiusa, però c’é…e quando il gestore ci apre e ci dà la stanza ci rendiamo conto che abbiamo fatto bene a trascorrere le feste a Malargüe, perché il paese non è brutto ma la sistemazione lo é fin troppo e sarebbe stato proprio triste passare il Natale qui.

News dalla ruota… Scendendo verso Bardas Blancas, si è incriccata la ruota libera…quindi per un po’ Sil ha dovuto continuare a pedalare senza sosta per non rovinare tutto; poi misteriosamente ha smesso e siamo arrivati più tranquilli ma con l’ennesima manutenzione, che non é detto sia risolutiva.

Cena, nanna e domani ci attende un tratto di sterrato di un centinaio di km complessivi, anche se ci sfugge il motivo di una parte di ruta 40 senza asfalto…

 

Ciao ciao, Malargue

Ciao ciao, Malargue

Verso la cuesta de Chihuido

Verso la cuesta de Chihuido

Hosteria Ruca Mahuida, Bardas Blancas

Hosteria Ruca Mahuida, Bardas Blancas

 

28/12/2014 Tappa 57 Bardas Blancas – El Zampal (86 km)

Si parte con un po’ di vento, fortunatamente abbastanza a favore, la strada sterrata è trafficata, quindi viaggiamo in compagnia della polvere; seguiamo il corso del Rio Grande, incredibile trovare una valle fluviale verdissima sulla sinistra e montagne di pura roccia sulla destra.

Attraversiamo una zona prevalentemente vulcanica, dominata dal Volcan Payùn e conosciuta appunto come Payunia, la quale presenta più di 800 coni vulcanici ed è la regione del pianeta con maggiore densità di vulcani. Anche il Rio Grande, con la sua ampiezza e la sua enorme portata, è costretto a incanalarsi in una stretta gola di origine vulcanica, la “Paserela”, decisamente pittoresca.

Sappiamo che non si incontrerà nulla fino a domani, ci dà sollievo solamente una tienda sperduta tra le poche case di un minuscolo villaggio, dove prendiamo un po’ di acqua e qualche genere di conforto. Il padrone di casa ci racconta che non tengono molte cose in negozio perché il loro frigo funziona a gas, visto che lo stato ha pensato bene di far passare la linea elettrica in mezzo ai campi invece che dal villaggio…

Al km 86, al paraje El Zampal, si trova una splendida finca che si estende per miglia e miglia lungo il rio, ma naturalmente è inaccessibile… Silvano si avventura verso il fiume e trova un angolo abbastanza isolato e poco in vista dove decidiamo di trascorrere la notte, cullati dal suono dell’acqua.

Per la prima volta usiamo il nostro filtro, scarrozzato per mesi, per filtrare l’acqua del fiume, per cucinare e bere. Da ora in poi sentiamo di poter abbandonare l’acqua in bottiglia!!!

 

Bardas Blancas

Bardas Blancas

La Paserela

La Paserela

Una spolverata di nuvole

Una spolverata di nuvole

Batman (la sacca dell'acqua) aiuta Paola a lavare i piatti

Batman (la sacca dell’acqua) aiuta Paola a lavare i piatti

DISCOlapiatti

DISCOlapiatti

La cura del sorriso è importante

La cura del sorriso è importante

Filtriamo l'acqua del rio

Filtriamo l’acqua del rio

Tramonto sul Rio Grande

Tramonto sul Rio Grande

 

29/12/2014: Tappa 58: El Zampal – Barrancas (64 km)

Partiamo dal fiume, affrontando anche oggi metà tappa in sterrato e con qualche salita impegnativa; mentre saliamo un’auto si ferma per regalarci dell’acqua fresca, decisamente apprezzata.

Incontriamo finalmente l’asfalto dopo la laguna Nueva, circa 20 km prima del piccolo Ranquil Norte, dove vorremmo trovare una sorta di pranzo e invece raccattiamo solo patatine e biscotti. C’è un camping ma non attrezzato, la ruota libera di Sil fa i capricci e le discese non sono per lui tanto divertenti visto che non può smettere di pedalare! Fortunatamente ogni tanto si sblocca, dando a entrambi maggiore tranquillità…

Con la tappa di oggi lasciamo la provincia di Mendoza per entrare in quella di Neuquèn, che ufficialmente è la prima regione argentina della Patagonia, a seguire ci saranno le provincie di Rio Negro, Chubùt, Santa Cruz e Tierra del Fuego, senza dimenticare la zona Antartica e le isole del sud dell’Atlantico.

L’ingresso in Patagonia ci emoziona, l’arrivo a Barrancas un po’ meno perché è preceduta dalla solita rampa di fine giornata; fortunatamente ci fermiamo in una confortevole osteria dove recuperiamo le energie con una buona doccia e una buona pappa!

 

Una piuma nel cielo

Una piuma nel cielo

Facciamo un salto alla laguna Nueva

Facciamo un salto alla laguna Nueva

Barrancas

Barrancas

 

30/12/2014: Tappa 59: Barrancas – Laguna Auquinco (82 km)

Oggi si parte senza conoscere esattamente la destinazione della giornata, Buta Ranquil é troppo vicina, anche se quando arriviamo ci offre conforto dal vento e dal tempo che minaccia pioggia. Ci fermiamo a mangiare un boccone al caldo, ripartire é un po’ faticoso e, come se non bastasse, ci siamo persi un’ora in chiacchiere con il proprietario del ristorante, discorsi interessanti che non cambiano questo strano mondo in cui viviamo, cambia solo che noi partiamo tardi mentre lui rimane al caldo nel suo locale.

Tra un po’ di vento e di pioggia, arriviamo a Pampa Tril, dove ci avevano informato dell’esistenza di una estancia in cui avremmo potuto chiedere di montare la tenda. L’estancia c’é ma non si vede nessuno, sembra tutto deserto anche se in realtà siamo circondati da montagne e alberi. Si sta facendo tardi ma decidiamo di proseguire e di iniziare ad adocchiare un luogo adatto alla tenda.

Ha fortunatamente smesso di piovere quando un’auto con a bordo una famiglia si ferma e ci regala succo di mela e patatine. Chiediamo se nella direzione da cui arrivano si trova qualche posto per accampare, ci dicono che si sale un po’ ma più che altro si scende e c’é un paesino molto piccolo, dove sicuramente troveremo una sistemazione. Mai chiedere informazioni stradali ad un automobilista: é sempre tutto vicino, le salite sono corte e si arriva ovunque in cinque minuti… Forse avevamo il ricordo del loro percorso ma non lo hanno riadattato alla nostra direzione, infatti per noi la salita é stata eterna, circa 10 km senza un attimo di tregua, un toccasana dopo tante ore in viaggio, e una discesina di 1 km, che almeno ci mostra che il paese esiste davvero!

Ormai la bella luce del tramonto ha lasciato posto al buio delle 21.30, ci dirigiamo verso l’ultima casa illuminata, che ha la porta aperta. Si affacciano una signora, una ragazza e tre bimbi, salutiamo, ci presentiamo, spieghiamo la situazione e chiediamo se gentilmente ci possono offrire uno spazio nel loro prato per mettere la tenda e passare la notte. Oltre ad uno splendido e soffice prato, la famiglia Seguel ci mette a disposizione bagno e cucina di casa, dove alla fine trascorriamo la serata a cucinare e a parlare delle nostre vite tanto diverse, iniziando dal fatto che il loro villaggio é immerso in un bellissimo nulla, con tanto di scuola e chiesa e non più di venti abitanti!

 

Pranzo al riparo dal vento

Pranzo al riparo dal vento

Porta-banana

Porta-banana

Il monte Fato

Il monte Fato

Tramonto iridescente

Tramonto iridescente

 

31/12/2014 Tappa 60 Auquinco – Chos Malal (20 km)

Salutiamo la famiglia di Morelia, Josè e Vanessa e andiamo in direzione decisamente opposta al vento, all’inizio frontale e dopo pochi km decisamente laterale.

Silvano pedala un po’ obliquo, io non pedalo affatto, scendo e spingo contro vento, cosa che toccherà anche a Sil perché il vento si fa sempre più forte e bisogna affrontare una lunga salita. Le raffiche ci spintonano qua e là, io sono di pessimo umore e Silvano mi aiuta come può. Più volte ci cade la bici e arrivare in cima alla salita é davvero dura. Si scollina dove il vento soffia a quasi 90 km orari, misurati con tanto di anemometro! Iniziamo a scendere pedalicchiando con difficoltà e più spesso camminando a fatica accanto alla bici. Faccio fuori tutto il mio vocabolario di parolacce e anche quello di Sil, impegnato a sopportarmi e a documentare la situazione, per la gioia degli amici con cui rideremo di tutto questo quando non si sentiranno più il rumore e la forza del vento.

Ci si affianca un’auto che ci dice che oggi c’é proprio allarme vento (ma dai…) e che è rischioso fermarsi ed eventualmente accampare in prossimità della montagna. Visto che tanto la fatica di percorrere la salita a spinta l’abbiamo fatta, decidiamo di arrivare sani e salvi a Chos Malal in auto per gli ultimi 15 km di discesa.

Una volta arrivati e sistemati ci troviamo ad affrontare nuove problematiche: non abbiamo il becco di un peso argentino, il bancomat non ci dà un becco di peso argentino e inoltre é il 31 dicembre e i negozi argentini, che di solito aprono alle 17, oggi a quest’ora dell’ultimo giorno dell’anno sono giustamente in chiusura!

Alla stazione di servizio, aperta 24 ore su 24, scopriamo che almeno riusciamo a effettuare i pagamenti e quindi ci precipitiamo al supermercato tentando di entrare mentre qualche cliente esce. Silvano sventola le foto dei viaggi e riesce a farsi aprire; così, mentre il personale inizia a brindare al nuovo anno, noi svaligiamo il supermercato e ci assicuriamo un discreto cenone di Capodanno e viveri per i giorni successivi.

Rimane il problema del pagamento dell’hostal, che accetta solo contanti ma noi siamo fiduciosi di risolvere la questione al termine della giornata festiva di domani, che sarà di assoluto e meritato riposo!

 

Una giornata spettacolare, vento a parte

Una giornata spettacolare, vento a parte

La famiglia Seguel

La famiglia Seguel

Vento fortissimo a laguna Auquinco

Vento fortissimo a laguna Auquinco

Tutti giù per terra!

Tutti giù per terra!

Vento fisso a 84 km/h

Vento fisso a 84 km/h

Buon Anno a tutti!

Buon Anno a tutti!

 

01-02/01/2015 Chos Malal

Due giorni a Chos Malal trascorrono in una quiete assoluta, se non fosse che il giorno 2 ci tocca la coda in banca per capire come mai, con quattro tra Bancomat e carte di credito, non riusciamo a ritirare. Silvano ne dice di tutti i colori sul sistema bancario mondiale, signoraggio incluso, ma non ne caviamo un ragno dal buco, neppure contattando le nostre banche che ci assicurano che le nostre carte non hanno problemi. Rimaniamo con il dubbio che sia il fine-anno-bug o il circuito argentino, ma sopratutto con tre notti da pagare! Il proprietario dell’hostal, Jorge, non sembra affatto preoccupato, non vuole neppure farsi pagare una spesa o un rifornimento di benzina. Partiamo con l’impegno, non richiesto, di un bonifico estero quando torneremo in Italia, meravigliati da tanta disponibilità e infinitamente grati.

 

Chos Malal

Chos Malal

Bicicleteria

Bicicleteria

 

03/01/2015: Tappa 61: Chos Malal – Chorriaca (75 km)

Si continua con le lunghe distanze tra una località e l’altra, le mappe che visioniamo mostrano presunti villaggi con nomi simili ma non uguali e pertanto non sappiamo cosa troveremo realmente tra Chos Malal e Las Lajas.

I km procedono abbastanza spediti ed è primo pomeriggio quando lasciamo l’asfalto per addentrarci di tre km verso l’interno su sterrato, sperando che Chorriaca non sia solo un nome su un cartello. Fortunatamente non lo é, anzi è uno splendido villaggio ordinatamente organizzato attorno ad una piazza alberata, con un piccolo municipio, un negozietto e perfino un posto di polizia nel cui cortile Dario, il poliziotto di turno che ci aveva visti per strada al mattino, ci permette di mettere la tenda. Abbiamo anche il cane Iron a farci la guardia!

Chorriaca è un villaggio mapuche, le scritte su tutti i cartelli della piazza sono in lingua mapuche, purtroppo non ci sono persone in giro, ci piacerebbe poter conoscere qualcosa in più ma l’unico contatto che abbiamo é con i ragazzi del negozio, con cui scambiamo solo poche parole e vari sorrisi, barattando una bottiglia di limonata con un paio di dollari.

I Mapuche, “popolo (che) della terra (mapu)”, sono un popolo originario del Cile centrale e meridionale e del sud dell’Argentina, talvolta indicati come araucani. I Mapuche opposero una forte resistenza alla dominazione spagnola durante l’intero secolo XVI, fino ad espellere definitivamente i conquistadores dal proprio territorio, a seguito della ribellione che durò dal 1598 al 1602. La Guerra de Arauco continuò per tutta la prima metà del secolo XVII, fino alla ultima grande ribellione del 1656.

Cuciniamo nel cortile, ceniamo soli soli nella bella piazza e poi ci ritiriamo per una buona nanna, soddisfatti per la tappa, la destinazione e la sistemazione.

 

Controllo passaporto in uscita da Chos Malal

Controllo passaporto in uscita da Chos Malal

Tenda al posto di polizia di Chorriaca

Tenda al posto di polizia di Chorriaca

La piazza

La piazza

La scuola

La scuola

Il posto di polizia

Il posto di polizia

Iron, cane poliziotto

Iron, cane poliziotto

Dario, poliziotto

Dario, poliziotto

In mancanza di paracarri...

In mancanza di paracarri…

 

04/01/2015: Tappa 62: Chorriaca – Las Lajas (91 km)

Salutiamo questo grazioso e inaspettato villaggio e partiamo per Las Lajas. La giornata é splendida e si rivela fin da subito molto calda e molto lunga. Gli ultimi 20 km li percorriamo salendo spesso e con un bollente vento contro. Siamo anche agli sgoccioli con l’acqua perché il vento sta ritardando il nostro arrivo; passano un paio di auto che ci suonano piano per salutare e si fermano, vedendo Sil agitare la borraccia vuota, per regalarci dell’acqua e scambiare due parole, entrambe cose molto gradite.

Arriviamo esausti a Las Lajas, il primo pensiero é fermarsi a prelevare…di nuovo senza esito. Chiediamo ad un signore che passa di là se si trova un altro bancomat… Lo guardiamo con compassione mista a rabbia quando ci dice che a Las Lajas ce n’é solo uno ma a Zapala, a 50 km, ce ne sono un paio… Ma è una cosa da dire a due appena arrivati in bici alle sei di sera? Ti viene voglia di far salire il simpaticone sulla bici carica e spedirlo contro vento a prelevare per te, mentre lo aspetti sorseggiando una bibita fresca…

Un altra persona più sveglia ci dice che “su” in paese c’é la stazione di servizio. Il “su” non ci piace, oggi ne abbiamo macinato tanto, però YPF può voler dire che possiamo cenare pagando con il bancomat e poi cercare una soluzione per la notte. Ci arrampichiamo con pazienza verso la stazione, che per fortuna é sulla strada per Zapala, mangiamo in un piccolo ristorante e possiamo mettere la tenda nel parcheggio sul retro, dove siamo in compagnia di un altro cicloviaggiatore, argentino, anche lui in tenda.

E anche oggi é andata… Siamo un po’ preoccupati per la questione prelievo, speriamo di risolvere il tutto a Zapala, mentre riflettiamo sul fatto che sarebbe stato un problema di difficile soluzione se non avessimo potuto neppure effettuare i pagamenti… io avrei potuto lavare i piatti e Sil aggiustare qualche protesi o qualche bici! Scherzi a parte, non so come ci si possa sentire senza soldi per lungo tempo in un paese straniero…

 

05/01/2015: Tappa 63: Las Lajas – Zapala (56 km)

Tappa veloce, oggi, con venticello in coda… Arriviamo a Zapala poco dopo pranzo, la cosa che ci preme di più è verificare la possibilità di prelevare al bancomat, dopo ben cinque giorni in cui non abbiamo capito se il problema è il circuito bancario argentino o le nostre ben quattro carte. Fortunatamente risolviamo tutto alla prima banca, che praticamente svaligiamo, per evitare di rimanere nuovamente senza contanti nei prossimi giorni.

Il pomeriggio scorre più tranquillo, facciamo un giro per il paese, abbastanza grande, e ci dedichiamo a riprogrammare le prossime giornate.

 

06/01/2015: Tappa 64: Zapala – Primeros Pinos (53 km)

Dopo infiniti km di Ruta 40, che alcune volte é stata un po’ monotona, oggi cambiamo strada: andiamo a ovest in direzione di Primeros Pinos, per poi addentrarci nella zona dei laghi della regione di Neuquen. Ci attende un cambio di paesaggio che non vediamo l’ora di ammirare, per cambiare un po’ dalla pampa che ci ha accompagnato fino a qui.

Strada facendo, a non molti km da Zapala, incrociamo un gruppo di gauchos a cavallo, con un camion e alcune auto al seguito: ecco finalmente altri viaggiatori lenti! I cavalieri portano in processione la Virgen de los lagos e in quattro giorni arriveranno al lago Moquehue, dopo Villa Pehuenia. Dopo un po’ di conversazione, tutti noi proseguiamo.

La strada è bella, il paesaggio effettivamente cambia, così i nostri occhi possono ammirare il ritorno degli alberi, di montagne, fiumi e animali su verdi pascoli. Era quello che ci serviva! Un po’ meno ci serviva la lunga salita finale con vento contro verso Primeros Pinos, dove arriviamo cotti ma contenti di trovare un hosteria in cui trascorrere il resto della giornata al calduccio.

Pimeros Pinos non é neppure un paese, é un paraje , un posto dove si trova solo il rifugio e qualche fattoria. Il suo nome é tutto un programma, si chiama Primeros Pinos non per niente, qui compaiono le prime araucarie della provincia di Neuquèn, in Argentina, e se trovano anche in Cile nella cosiddetta regione delle Araucania. Le araucarie di Primeros Pinos sono famose perché millenarie e, inoltre, sono presenti piante maschili e femminili, mentre in altre zone sono ermafroditi. Le araucarie sono altissime, ma la loro crescita é estremamente lenta, crescono di un solo centimetro all’ anno! I ragazzi del rifugio ci mostrano un vasetto con una baby araucaria di due anni, nata da seme, è davvero infinitamente minuscola rispetto alle sue compagne fuori nel bosco.

Domani si prosegue in questo nuovo ambiente, dove incontreremo nuovamente un vecchio amico…lo sterrato!!!

 

Primero Pino...

Primero Pino…

I gauchos

I gauchos

Nuvole all'orizzonte

Nuvole all’orizzonte

Su e giù per i monti

Su e giù per i monti

Un tocco di colore

Un tocco di colore

Arrivo a Primeros Pinos

Arrivo a Primeros Pinos

Baby araucaria

Baby araucaria

Rifugio di Primeros Pinos

Rifugio di Primeros Pinos

 

07/01/2015: Tappa 65: Primeros Pinos – Villa Pehuenia (75 km)

Prima di partire facciamo amicizia con un simpatico gruppo di argentini che hanno dormito nel parcheggio del rifugio con il piccolo camperino su cui viaggiano. Partiamo prima di loro ma, naturalmente, dopo poco ci sorpassano lentamente, cortesia che riceviamo solo da pochi automobilisti, la maggior parte ci impolvera e basta…

Come sempre lo sterrato non rende facile pedalare, ma il paesaggio è una vera gioia per gli occhi, valli, fiumi e splendide immense araucarie.

Siamo felici di incontrare nuovamente i nostri gauchos a cavallo, hanno dormito in tenda poco prima del rifugio e sono nuovamente in marcia, prevedono di pernottare al fiume e di arrivare domani a Villa Pehuenia. Pedaliamo accanto a loro per almeno un quarto d’ ora e poi proseguiamo, contenti di averli incontrati di nuovo.

La strada panoramica scende con un gradevole sterrato verso il fiume e, purtroppo, quando si scende a livello di un fiume è quasi scontato dover risalire… Così è… Ci rinfreschiamo prima della salita e ripartiamo, con calma e pazienza. Lo sterrato diventa più brutto e gli ultimi km fino al paese sono faticosi, poi dalle pietre sparse si passa ad una sorta di talco che è quasi peggio. Ci verrà poi detto che questa specie di sabbia fine è costituita dai residui delle ceneri dell’eruzione di un vulcano al confine con il Cile.

Arriviamo a Villa Pehuenia, paesino pieno di pini e di turisti, che si sviluppa lungo la costa del primo lago del nostro viaggio in Argentina, il lago Aluminè. Andiamo fino al centro del paese a fare rifornimenti e poi troviamo una bella sistemazione in campeggio, dove domani faremo un giorno di pausa.

 

Partenza dal rifugio

Partenza dal rifugio

Silvano e le araucarie

Silvano e le araucarie

Vista sulla valle

Vista sulla valle

Araucaria gigante

Araucaria gigante

Polvere di vulcano

Polvere di vulcano

Un po' di fresco

Un po’ di fresco

Lago Aluminè

Lago Aluminè

 

08/01/2015: Villa Pehuenia

La giornata trascorre tranquilla in campeggio, nel pomeriggio facciamo un giro per il paese e sul lago, dove incontriamo nuovamente gli amici del camperino con cui ci fermiamo a chiacchierare.

Siamo entusiasti di assistere all’arrivo dei nostri gauchos, al terzo giorno di processione! Gli facciamo i complimenti e tante foto, sono stati una costante di queste giornate e quasi ci dispiace non andare anche noi in direzione del lago Moquehue. Il circuito sembra bello, ma ci richiederebbe più di due giorni e noi abbiamo deciso di andare direttamente ad Aluminè.

Terminiamo la nostra breve permanenza a Villa Pehuenia con più di una cerveza artigianale e qualche stuzzichino e ci ritiriamo nella nostra cara tenda.

 

Cucina in campeggio

Cucina in campeggio

Manutenzione "a ruota libera"

Manutenzione “a ruota libera”

L'arrivo dei gauchos

L’arrivo dei gauchos

Lago Aluminè

Lago Aluminè

Campeggio di Villa Peuhenia

Campeggio di Villa Peuhenia

Dettaglio di araucaria

Dettaglio di araucaria

 

09/01/2015: Tappa 66: Villa Pehuenia – Aluminé (59 km)

Lasciamo Villa Pehuenia, costeggiando prima il lago Aluminè e poi il rio che porta lo stesso nome e che ci porterà al paese dallo stesso nome! Poco dopo la partenza, festeggiamo i nostri 4000 km, ogni giro di contachilometri è un’emozione…

La giornata è bella, c’è il sole, non c’è vento, lo sterrato è ragionevole e la vista splendida; anche la pausa pranzo sotto gli alberi e vicino all’acqua é un vero attimo di relax. In più, al km 22 torna un inaspettato asfalto che facilita il nostro arrivo ad Aluminè paese, che in parte sorge in riva al fiume. Ci sistemiamo, passeggiamo qua e là tra le vie e la piazza; questo piccolo paese è molto più grazioso della turistica Villa Pehuenia e quasi ci dispiace non aver programmato una sosta qui invece che lì!

Seconda colazione sul lago

Seconda colazione sul lago

4000 km!

4000 km!

Si festeggia!

Si festeggia!

Un abbraccio millenario

Un abbraccio millenario

Proporzioni

Proporzioni

Terza colazione, anzi no, pranzo...

Terza colazione, anzi no, pranzo…

Grosso incendio nei pressi di Aluminè

Grosso incendio nei pressi di Aluminè

Aluminè

Aluminè

Piazza e gaucho

Piazza e gaucho

Una dispensa che è tutto un programma...

Una dispensa che è tutto un programma…

 

 

A presto! Saluti da El Calafate, Argentina, km 6137.