ANDES 2014-2015 – Da Aluminè, Argentina (km 4055) a Villa Santa Lucia, Cile (km 4877)

ANDES 2014-2015 – Da Aluminè, Argentina (km 4055) a Villa Santa Lucia, Cile (km 4877)

10/01/2015: Tappa 67: Aluminè – Pilolil (56 km)

La giornata è splendida e la valle del rio Aluminè è davvero bella, l’azzurro del fiume e il verde luminoso degli alberi rallegrano tutta la giornata.

Strada facendo, ci si affianca un veicolo… É il camperino dei signori argentini incontrati più volte! Qui, nel bel mezzo del nulla, Teresa, Mariela, Olivia, Tatiana, Francisco e Jorge si fermano, ci fanno un sacco di complimenti e di feste, ci fanno sedere sul camper e ci offrono frutta e acqua. Che pausa piacevole e come é facile e naturale, a volte, stabilire un contatto con le persone!

Nel pomeriggio arriviamo in prossimità di un ponte e possiamo proseguire verso Junin o verso un pueblo, Pilolil, indicato su un cartello ma di cui non sappiamo nulla; è ora di trovare un luogo per la nanna, ma non ci fidiamo troppo ad avventurarci chissà dove e per quanti chilometri, in una direzione che non è quella che percorreremo domani. Per fortuna incrociamo una famigliola proveniente dal paesello, ci dicono che c’é qualcosa ma non molto.

Per noi il “non molto” é già perfetto, è più di quanto ci aspettassimo, c’è anche un piccolo negozio presso cui facciamo la spesa e chiediamo informazioni per una possibile sistemazione per la notte, sperando che ci venga offerto il bel prato di fronte al negozio stesso. Purtroppo questo non accade, però si può accampare poco più in là, in una spiaggetta sul fiume.

Troviamo il posto indicato, è recintato ma c’é un piccolo passaggio pedonale; mentre ci sistemiamo arriva il proprietario, armato di canna da pesca, che ci dice che possiamo stare tranquillamente lì e, se abbiamo bisogno, lui abita proprio vicino. Ora possiamo dedicarci a filtrare l’acqua (ce n’è in abbondanza, direi), cucinare e fare una bella nanna.

 

Uscendo da Aluminè

Uscendo da Aluminè

Rio Aluminè

Rio Aluminè

Rio Aluminè

Rio Aluminè

Ingresso trionfale

Ingresso trionfale

Filtrazione acqua

Filtrazione acqua

Accampamento lungo il fiume

Accampamento lungo il fiume

 

11/01/2015: Tappa 68: Pilolil – Junin de los Andes (61 km)

Lasciamo la nostra postazione e ci dirigiamo su sterrato verso Junin, costeggiando l’altra riva del fiume che ci ha ospitato per la notte, in una giornata calda e soleggiata. Verso l’ora di pranzo si alza il vento, a noi favorevole, ma come al solito un po’ molesto; una parada del bus a forma di casetta ci offre riparo per mangiare un boccone e rilassarci prima di riprendere la strada.

Siamo in prossimità di un bivio che conduce ad una riserva Mapuche; disquisiamo in merito al termine “riserva” per queste popolazioni, che sono quelle originarie di questi luoghi, cacciate dai conquistadores e che solo in un secondo momento, con dure rivendicazioni, sono riuscite a riprendere il possesso del loro territorio. “Riserva” sa un po’ di “zoo” e non ci piace, ovvero, ci piacerebbe conoscere più da vicino qualche discendente di questa etnia e la loro cultura, ma non intendiamo andare a visitare la riserva; sarebbe stato bello se, casualmente, la nostra strada fosse passata di là e avessimo incontrato qualcuno, ma così non è e quindi proseguiamo.

Affrontiamo l’ultimo tratto di ripio in discesa e, poco prima di tornare nuovamente sull’asfalto, incontriamo due cicloviaggiatori che viaggiano in direzione opposta alla nostra. Sono i primi che incrociamo dopo tante settimane e siamo davvero contenti, é sempre bello questo incontrarsi come se ci si conoscesse da tempo, in realtà solamente perché si conoscono le stesse problematiche e difficoltà e piaceri del viaggio in bicicletta!

Andrea e Jonas, svizzeri, ci regalano alcuni attimi da brividi quando estraggono dal loro carrellino un violino (lei) e una fisarmonica (lui) e suonano alcuni brani per noi, nel mezzo del nulla, della polvere e del vento, che all’improvviso si annullano. Suonano con maestria una tarantella e due pezzi irlandesi; l’unione dei due strumenti è strabiliante, i toni allegri della fisarmonica si intrecciano con il suono limpido e pulito del violino. E sono bellissimi, Andrea e Jonas, perché suonano occhi negli occhi e sembra che ogni nota, accompagnata da uno scambio di sorrisi, sia un messaggio d’amore!

Ci separiamo da loro, estasiati per la loro bravura e il grande onore che ci hanno fatto. Quasi quasi passano più velocemente anche gli ultimi saliscendi che ci portano finalmente a destinazione!

 

Formazioni rocciose accanto al Rio Aluminè

Formazioni rocciose accanto al Rio Aluminè

Il Volcan Lanin fa capolino

Il Volcan Lanin fa capolino

Piccolo ma utile riparo dal vento per il pranzo

Piccolo ma utile riparo dal vento per il pranzo

Volcan Lanin

Volcan Lanin

Andrea, Sil e Jonas

Andrea, Sil e Jonas

 

12/01/2015: Junin de los Andes

Giornata di riposo ritemprante, decisa al mattino al suono della sveglia! Operazioni di rito e contatti col mondo, in particolare con i Gigetti e la Deli, con cui ho chiacchierato quasi un’ora grazie alla scheda telefonica internazionale che ha comprato per chiamarmi! Che bello, lei ad Alpignano, io e Sil in piazza a Junin de los Andes, a migliaia di km di distanza, con una connessione telefonica perfetta che ci ha fatto sentire davvero vicini!

 

13/01/2015: Tappa 69: Junin de los Andes – San Martín de los Andes (44 km)

Tappa semplice, solamente un po’ di noia da vento, i km non sono molti perché intendiamo comunque fermarci a San Martin. Strada facendo incontriamo Lucio, argentino di Catamarca, anche lui in bici; tra una chiacchiera e l’altra, ci dice che a San Martin ha un gancio in un hospedaje con un’amica, ci dà le indicazioni e decidiamo di trovarci lì.

In realtà, quando arriviamo, nessuno sa indicarci dove si trovi questo posto ma nel giro di 10 minuti arriva anche Lucio, che nel frattempo ha incontrato la sua amica, che ci conduce all’hospedaje. Un posticino a conduzione familiare, molto decoroso, con una spaziosa cucina in cui ci prepariamo un pranzo veloce e facciamo conoscenza con Mirna, l’amica di Lucio.

Mirna é un’esplosione di riccioli, sorrisi e allegria; é di Buenos Aires, al suo primo viaggio in bici, é partita con un gruppo di conoscenti che man mano si é sfaldato e lei ha concluso il suo viaggio a San Martin, dopo alcune tappe in solitaria. Ci troviamo subito in sintonia con lei e Lucio, tanto che il pranzo si prolunga fino alla merenda, chiacchierando piacevolmente di svariati argomenti.

Concludiamo la bella giornata passeggiando per la graziosa San Martin, adagiata sul lago Lacar, ridendo e cenando insieme.

 

Con Mirna e Lucio sulla Ruta 40

Con Mirna e Lucio sulla Ruta 40

San Martin de Los Andes

San Martin de Los Andes

 

14/01/2015: Tappa 70: San Martín de los Andes – Pichi Traful (62 km)

Lasciamo l’hospedaje della signora Maria verso le 8.30 e, dopo colazione e acquisto cibo per la giornata, ci troviamo di nuovo in compagnia di Mirna e Lucio, pronti per una gita di qualche km sul lago Lacar. Noi procediamo con il nostro ritmo, la ruta dei Siete Lagos continua, su e giù, monti, laghi e pini (termine riduttivo, non sono pini, c’é una varietà infinita di alberi che purtroppo non sono in grado di riconoscere) e ancora laghi.

La nostra destinazione è Pichi Traful, che non è un paese ma solo un luogo dove si trova un campeggio. E’ a tre km dalla strada principale ma ne vale la pena perché è proprio sulle rive del fiume e del lago che si chiamano entrambi Traful. Anche i gestori sono simpatici e gentili, ci consigliano la zona più tranquilla del campeggio, dove si riposa meglio, visto che in tutto il campeggio c’é decisamente molta gente e soprattutto tanti ragazzi. É il periodo delle vacanze degli argentini e in questa bella zona di laghi c’è una marea di giovani che si spostano con grandi zaini e in autostop (“viajar a dedo”); é impressionante la quantità di ragazzi che attendono in strada che qualcuno si impietosisca e li carichi; le auto qui sono sopratutto pick-up e ogni tanto le vedi passare straripanti di persone e zaini nel cassone! Qualcuno, ridendo, chiede passaggi anche a noi, ma Silvano replica sempre che siamo già a pieno carico.

Dopo cena vista rio, facciamo conoscenza e due piacevoli chiacchiere con Paula e Matias, argentini, anche loro in bici ma per una breve vacanza. Per una volta siamo noi a stupire gli altri con il nostro lungo viaggio, visto che solitamente tocca a noi rimanere a bocca aperta per le esperienze altrui!

 

Partenza dall'hospedaje

Partenza dall’hospedaje

Lago Lacar

Lago Lacar

Mirna e Paola

Mirna e Paola

Lunghi rettilinei

Lunghi rettilinei

Uno dei tanti scollinamenti

Uno dei tanti scollinamenti

Lago Machonico

Lago Machonico

Lago Hermoso

Lago Hermoso

Campeggio di Pichi Traful

Campeggio di Pichi Traful

 

15/01/2015: Tappa 71: Pichi Traful – Villa La Angostura (53 km)

Lasciamo il bel rio e lago Traful e iniziamo ad inerpicarci in un mangia e bevi senza fine, prima su asfalto, poi su un ripio in procinto di essere asfaltato e di nuovo su asfalto. I laghi non mancano neppure oggi, alcuni si vedono dalla strada, altri sono più all’interno, gioielli incastonati in una vegetazione fitta e rigogliosa.

Una salita verticale mi spezza le gambe e purtroppo devo concluderla spingendo, mentre Silvano va su con tutto il suo carico; il tracciato del gps mostra la strada originale, che sembra aver avuto qualche curva in più e quindi un po’ di pendenza in meno rispetto alla strada nuova e asfaltata che mi ha fatto penare!

Poco prima di arrivare a destinazione, a Villa La Angostura, si apre una bella vista sul grande lago Nahuel Huapi, con acqua talmente blu che sembra il mare e una bella schiera di montagne che si riflettono come sopra uno specchio.

La cittadina é turistica, quindi non ci sono dubbi: si dorme in campeggio! Il suddetto campeggio si trova alle porte del paese ed è stato un genio chi lo ha piazzato accanto al supermercato o viceversa, una comodità assoluta!

Montiamo la tenda, decidiamo di non fare il bucato perché é ora di cena, iniziano i barbecue e non vogliamo abbigliamento affumicato … Gli argentini sono folli consumatori di legna da ardere, vacche e mate! Decidiamo che vogliamo anche noi il nostro falò, solamente per scaldare l’atmosfera, ma poi la brace è così perfetta che ci capitano sopra due salsicce e finiamo affumicati dal nostro stesso fuocherello!

Di nuovo, su tre argentini incontrati almeno due sono di origini italiane: facciamo conoscenza con il giovane Paulo, che pratica con noi un po’ dell’italiano che ha studiato, e con Eduardo e Graziela, più grandi, che a malincuore hanno perso i contatti con le loro radici nella nostra bella Italia.

Dimenticavo! Prima di entrare in campeggio incontriamo di nuovo Lucio che, a causa di una notte insonne, non ha pedalato e si é fatto trasportare fino qui e domani proseguirà nella nostra stessa direzione.

 

Ammirando il Rio Traful

Ammirando il Rio Traful

Salt...raful o Sil...Traful?

Salt…raful o Sil…Traful?

Ricomincia lo sterrato

Ricomincia lo sterrato

Affumicatrice...

Affumicatrice…

Lago Nahuel Huapi a Villa La Angostura

Lago Nahuel Huapi a Villa La Angostura

 

16/01/2015: Tappa 72: Villa La Angostura – San Carlos de Bariloche (86 km)

Questa tappa ci conduce ad un altro traguardo del nostro viaggio, San Carlos de Bariloche, dove molti iniziano il loro percorso a due ruote verso sud, verso la parte più conosciuta della Patagonia. Non abbiamo una precisa idea del dislivello di questa giornata ma alla fine arriviamo più stanchi per il traffico sostenuto che non per le salite che ci hanno accompagnato lungo le coste del lago Nahuel Huapi.

Solamente nel tratto precedente e seguente Mendoza il via vai di veicoli è stato così intenso. Inoltre, i più arrabbiati e feroci ci sono sembrati quelli in vacanza con i camper; a seguire i guidatori di bus: malgrado abbiano la responsabilità delle persone che trasportano, sono totalmente privi di rispetto per le povere inermi creature che viaggiano lente, pesanti e faticosamente su due ruote. Ultimi ma non ultimi, i camionisti, che molto spesso, in altri luoghi, hanno viaggiato molto alla larga da noi, addirittura salutandoci, come piccolo diversivo nella loro lunga giornata di viaggio e lavoro.

Hanno tutti troppa inspiegabile fretta e così l’abbiamo anche noi. Vogliamo arrivare, per toglierci quanto prima dalla strada, anche se gli ultimi km li dobbiamo percorrere col vento contro.

Fortunatamente abbiamo prenotato un hostal, siamo in alta stagione, é difficile alloggiare e, come in tutte le città grandi, sarebbe una pazzia mettersi a girare per trovare la migliore sistemazione.

La prima tappa prevista in Bariloche è il correo, ossia la posta, per vedere se é arrivato il pacco inviato da San Pedro de Atacama a Cafayate, mai giunto a destinazione perché fermo a Salta e poi reindirizzato qui da Mendoza ma ancora stabilmente fermo a Salta; lunedì cercheremo di capire come fare, sperando di non dare per perse le cose che ci siamo spediti… Davanti alla posta, visto che il mondo è piccolo, Sil incontra Juan Paulo, conosciuto a Mendoza da Todociclismo!

Altra cosa importante sarà vedere cosa fare con la solita ruota.

Per il momento ci sistemiamo in hostal, in una mini stanza con letti separati in cui, come sempre, dormiranno anche le Bici… Questo passa il convento…letti separati!

 

Costeggiamo il lago Nahuel Huapi

Costeggiamo il lago Nahuel Huapi

Someday...in Bariloche

Someday…in Bariloche

 

17-18-19-20/01/2015: Bariloche

Giorni di puro relax, qui a Bariloche! Ci volevano davvero!

Per prima cosa nell’ hostal si é liberata una camera matrimoniale, così ci trasferiamo e abbiamo più spazio per noi e le Biciclette. L’atmosfera del Moving Hostel é piacevole e tranquilla, ci lavorano ragazzi molto giovani, spesso in cambio di solo vitto e alloggio, perché si fermano un po’ di tempo nel corso dei loro viaggi. Si può utilizzare la cucina e questo per noi é una grande comodità sia a livello economico che di qualità, varietà e semplicità delle pietanze che possiamo prepararci da soli.

Cerchiamo di risolvere le questioni tecniche…

Per quanto riguarda la posta, l’unica cosa che la gentile Jaqueline dell’assistenza clienti può fare per noi e il nostro pacco è un reinvio a El Calafate, con una procedura ufficiale che non sappiamo perché non sia stata fatta già a Mendoza. Possiamo solo sperare che il pacco arrivi e non sia… un pacco!!!

Per quanto riguarda la ruota, i nostri giri di ricognizione ci portano alla conclusione che si riuscirà a risolvere qualcosa a El Bolsòn; varie telefonate confermano la presenza di un negozio di bici fornito e che dovrebbe avere tutto ciò che serve per arrivare ad una soluzione del problema.

A questo punto le nostre giornate si svolgono tra un giro e l’altro per Bariloche, il cui nome deriva dal termine mapuche “Vuriloche”, ossia “popolo che abita dietro la montagna” (il passo Vuriloche era utilizzato dai Mapuche per attraversare le Ande e fu tenuto a lungo nascosto ai preti europei). Bariloche fu fondata da austriaci, tedeschi e veneti provenienti dalla provincia di Belluno. La città fu chiamata San Carlos de Bariloche per via di Carlos Wiederhold, arrivato dal Cile attraverso le Ande; egli aprì un negozio nell’attuale centro cittadino e, nelle lettere indirizzate a lui, veniva chiamato erroneamente San Carlos invece che Don Carlos. L’anno di fondazione ufficiale è il 1902. Nel secondo dopoguerra divenne la meta preferita da ex gerarchi del regime nazista in fuga dall’Europa.

Dal punto di vista architettonico, Bariloche assomiglia ad una grande cittadina di montagna circondata da alte vette, tra cui il Cerro Cattedrale e il Cerro Otto; numerose sono le case in stile alpino, infatti è considerata la Svizzera del Sud America e, come se non bastasse, è anche famosa anche per la produzione di cioccolato.

 

Opinione strettamente personale…forse si doveva chiamare San Francisco de Bariloche, perché le strade che si snodano dal lago hanno delle pendenze allucinanti!

 

Incontri:

Alex, inglese. Attira subito la nostra attenzione perché entra nell’hostal con la bici, come noi!!! Lui è solamente molto più pulito perché inizierà da qui il suo viaggio con il suo amico americano Lance, in arrivo tra qualche giorno. Inoltre è molto più leggero perché la sua bici è attrezzata tipo bike-packing. E’ simpatico e di compagnia, anche perché non si fa problemi ad abbandonare il suo inglese, ovviamente perfetto, per praticare un po’ di spagnolo con noi.

Blanca, spagnola. Si trova in hostal in attesa del suo compagno che sta facendo trekking su un ghiacciaio; hanno lavorato in Germania, ora hanno un anno sabbatico e praticamente già un lavoro per il ritorno. Blanca è molto simpatica e ha viaggiato parecchio, è piacevole conversare con lei.

Nicola e Damiano, italiani. Stiamo tornando in hostal e li vediamo fuori dal supermercato, bici linde e borse perfette. Hanno l’aria di “nuovo”… Ci avviciniamo chiedendo di dove sono per poi scoprire che sono italiani e davvero appena arrivati, frastornati dal traffico di Bariloche, che non si aspettavano così movimentata, e ancora in cerca del camping, per quanto siano quasi le 21. Ci fa piacere incontrarli e fare due parole con loro, come un piccolo benvenuto tutto italiano in terra straniere, perché quando arrivi ti senti un po’ spaesato. Anche loro percorreranno la Carretera Austral ma da Bariloche andranno direttamente in Cile, per iniziare da Puerto Montt. Chissà se le nostre ruote si incroceranno sul ripio australe…

El indio y la tribù: Jorge, Karina e i loro figli Selva e Elke. Li abbiamo pensati spesso in questi anni, dopo averli incontrati nella magica Inca Huasi, sul Salar de Uyuni nel 2012… Artigiani e musicisti, erano in viaggio con il loro furgoncino; a volte riascoltiamo un pezzo improvvisato suonato da Elke con chitarra e flauto, davanti alla tienda di Doña Aurelia e Don Alfredo…

Abitano a Bariloche, avremmo voluto contattarli prima del nostro arrivo, ma gli inconvenienti con la ruota ci hanno distratto. Il mondo è piccolo, però, e il destino vuole farci incontrare di nuovo: nel mercatino artigianale di Bariloche riconosciamo Karina e Selva, con cui ci raccontiamo dei due anni trascorsi e del nostro viaggio; non incontriamo Joerge e Elke, che si trovano a El Bolsòn a suonare. Anche questo incontro ha un sapore di magia!

 

Piazza di San Carlos de Bariloche

Piazza di San Carlos de Bariloche

Vista sul lago Nahuel Huapi

Vista sul lago Nahuel Huapi

Karina

Karina

Cattedrale di Bariloche

Cattedrale di Bariloche

 

21/01/2015: Tappa 73: Bariloche – El Bolsòn (121 km)

Partiamo da Bariloche praticamente all’alba, l’hostel é tutto addormentato, a parte una serie di ragazzi che entrano mentre noi alieni usciamo. La tappa di oggi é lunga e quindi vogliamo sfruttare al meglio la giornata.

La prima impresa è già uscire da San “Francisco” de Bariloche, ci toccano subito dei tremendi strappi spezzagambe.

Ci lasciamo alle spalle il grande Nahuel Huapi e seguiamo la strada che costeggia numerosi altri laghi (Gutierrez, Mascardi, Guillermo). I km sono parecchi ma il paesaggio e la giornata di sole li fanno scorrere rapidi sotto le nostre ruote.

Alle 19 arriviamo a El Bolsòn, decisamente soddisfatti della metà raggiunta e dell’orario di arrivo, che ci permette di passare direttamente da Totem Bike e accordarci subito per i materiali e il montaggio della ruota di Sil. C’é tutto ciò che serve, quindi finalmente la questione si dovrebbe risolvere nella giornata di domani, incluso un meritato lavaggio per entrambe le brave Biciclette!

Dobbiamo ancora trovare alloggio ma il ragazzo del negozio si ricorda che proprio sopra di loro affittano un piccolo appartamento, che ora è libero ed è perfetto per noi che non dobbiamo far altro che scendere una rampa di scale per seguire le operazioni di manutenzione.

Non possiamo davvero chiedere di più da questa intensa e fruttuosa giornata.

 

Verso El Bolsòn

Verso El Bolsòn

Lago Guillermo

Lago Guillermo

Il miglior km della Ruta 40...

Il miglior km della Ruta 40…

 

22/01/2015: El Bolsòn

La Bicicletta di Sil ha dormito dal ciclista e quindi noi possiamo riposare più a lungo e fare una tranquilla colazione prima di scendere a vedere come procedono le cose.

Alla fine armano una ruota nuova di tutto punto, risolvendo il problema del cerchio e della ruota libera; il materiale è tutto di produzione argentina, non di qualità eccelsa, ma qui non é possibile importare materiale dall’estero perché il governo promuove la produzione nazionale ma non la qualità, a quanto pare.

Ad ogni modo la Bici é pronta, entrambe sono pulite e belle come nuove e facciamo qualche km per vedere come si trova Sil con la nuova ruota e il carico. Si torna dal ciclista per un ultimo controllo dei raggi e poi possiamo solo sperare di aver chiuso il capitolo.

La cosa buffa è che incontriamo di nuovo Alex e Lance, partiti anche loro ieri, più tardi rispetto a noi e infatti si sono fermati 40 km prima di El Bolsòn. Questo nuovo incontro è del tutto casuale, perché loro sono solo di passaggio ma volevano far controllare le gomme e quindi sono arrivati da Totem Bike e Alex ha riconosciuto le nostre Bici, ha chiesto di noi al ragazzo del negozio che gli ha detto che saremmo scesi a breve e quindi ci ha aspettato per salutarci!!

Gironzoliamo qua e là per questo pittoresco paesino circondato dalle basse montagne della precordigliera, molto frequentato da gente alternativa e un po’ hippy, facciamo la di spesa, prepariamo le nostre cose, pronti per ripartire domani ma andiamo a nanna un po’ di malumore perché ci siamo fermati a comprare due cose ed io ho dimenticato tutte le cartine sul bancone… Sono molto triste perché cerco sempre di fare attenzione a ogni cosa e poi mi basta un attimo di distrazione per combinare un gran danno. Così domani mattina la partenza é vincolata all’apertura del negozio, sperando almeno di ritrovare tutto…

 

El Bolsòn

El Bolsòn

La montagna di fuoco

La montagna di fuoco

A spasso per il paese

A spasso per il paese

 

23/01/2015: Tappa 74: El Bolsòn – Cholila (79 km)

La fortuna ci assiste e le nostre preziose cartine sono nel negozio attenderci, così possiamo partire tranquilli!

Pedaliamo fino all’ora di pranzo, che consumano vicino all’ufficio del turismo di Epuyen, troviamo anche il tempo di un caffè e incontriamo Herman, anche lui ciclo viaggiatore.

Una ventina di km prima di arrivare a Cholila ci fermiamo per una merenda veloce in un grande casale metà museo e metà caffetteria. Si trova al lato della casa in cui visse per alcuni anni il bandito statunitense Butch Cassidy.

Davanti all’ufficio del turismo della piccola Cholila è stata indetta una riunione di cicloviaggiatori, quattro argentini e una brasiliana. Ovviamente non possiamo esimerci dal fermarci a fare le classiche chiacchiere di viaggio, prima di trovare una sobria sistemazione per la notte.

 

Pausa caffè

Pausa caffè

Wanted

Wanted

Wanted...

Wanted…

Ingresso a Cholila

Ingresso a Cholila

 

24/01/2015: Tappa 75: Cholila – Playa El Francès (55 km)

Dopo pochi km da Cholila inizia lo sterrato che ci accompagna per tutto il parco nazionale de Los Alerces. Iniziamo a pedalare con il gruppo argentino ma dopo poco ognuno prosegue con il suo ritmo.

Il parco è una grande area protetta che comprende il Lago Futaleufquen, il rio Arrayanes, il Lago Verde e Lago Menendez; per i suoi paesaggi è considerato il più bel parco nazionale dell’Argentina. E’ stato creato per proteggere i boschi di alerce, alberi tra i più longevi del pianeta, che hanno rischiato l’estinzione; alcuni esemplari hanno un’età stimata di 4000 anni e raggiungono i 75 metri di altezza e 3 metri di diametro.

Ci fermiamo a Playa El Francés, dove c’é un campeggio libero sul lago Futalaufquen; il posto é molto bello e, di conseguenza, molto gettonato. Montiamo la tenda accanto a quella di Eliana e Alejandro, due simpatici argentini che percorrono a piedi il parco, seguendo i sentieri della Huella Andina. Ceniamo con loro, accanto al fuoco acceso da Alejandro, che si spegne dopo poco… Strano che un argentino non sappia fare un fuoco, visto che grigliano di tutto! Però é anche vero che loro due mangiano poca carne, quindi ci può stare!

Campeggio libero vuol dire che ognuno fa quel che gli pare…tipo casino fino alle ore più impensate, visto che ci sono un sacco di gruppi di ragazzi in vacanza, che accendono falò, si tuffano nel lago, cantano, parlano e strillano… Una fanciulla dalla voce delicata decide di svegliare mezzo campeggio perché é buio pesto e si é persa mentre cercava un posto per fare pipì…

Malgrado le voci e le risate, riusciamo, in qualche modo, a prendere sonno…

 

Ingresso al Parco de Los Alerces

Ingresso al Parco de Los Alerces

A tutto ripio

A tutto ripio

Campeggio a Playa El Francès

Campeggio a Playa El Francès

Lago Futalaufquen

Lago Futalaufquen

L'arrayan arancione abbraccia un alerce

L’arrayan arancione abbraccia un alerce

Prova d'equilibrio

Prova d’equilibrio

 

25/01/2015: Tappa 76: Playa El Francès – Trevelin (62 km)

Il lago è stupendo al mattino presto, al nostro risveglio regna una quiete senza pari… Qui in campeggio… sono tutti morti… non vola più un bisbiglio tra le tende.

La vendetta é un piatto che va servito freddo e, in questo silenzio irreale, si ode il saluto di Silvano che accoglie il nuovo giorno con un sonoro “Good morning, Chubut!!!” (ndr: Chubut è il nome della provincia in cui ci troviamo e ogni riferimento cinematografico é puramente casuale). Dalle tende continuano a non provenire segni di vita, mentre ce la ridiamo con i nostri amici…

 

Riprendiamo a pedalare sulla strada sterrata fino all’uscita del parco e concludiamo la tappa su asfalto e con una lieve discesa che ci porta a Trevelin, fondata nel 1888 da gallesi, infatti il suo nome deriva dalle parole gallesi “tre” (casa o villaggio) e “velin” (mulino) e significa quindi “villaggio del mulino”.

 

Strappi duri ma si può riprendere fiato

Strappi duri ma si può riprendere fiato

Sosta merenda

Sosta merenda

Trevelin

Trevelin

 

26/01/2015: Tappa 77: Trevelin – Futaleufù (50 km)

Salutiamo Trevelin, pronti a rituffarci sulla strada sterrata che porta al passo di frontiera di Futaleufù, tra Argentina e Cile, chiedendoci come mai i passi sono sempre abbandonati a loro stessi e sempre non asfaltati…

Il ripio non ci risparmia, ma tra una pausa e l’altra, in cui facciamo pranzo e anche il caffè in compagnia di tre viaggiatori argentini (Gaston, Francisco e Maximo), arriviamo al passo, a circa 600 metri; la cosa ci fa sorridere, se pensiamo al Paso Sico con i suoi 4080 metri! Certo, questo passo non è poi così alto, non é poi così difficile ma la salita é condita dal solito vento, che qui in Patagonia é come il prezzemolo!

Il passo si trova dopo il ponte sul Rio Futaleufù, ossia “grande fiume”… Il rio Futaleufù raccoglie le acque di tutta la regione dei laghi; attraversata la frontiera con il Cile prende il nome di Rio Grande e si riversa nel lago Yelcho. La lunghezza totale del corso Futaleufú-Yelcho è di 246 km, dei quali 40 km formano il Rio Yelcho, che nasce dall’omonimo lago.

Alla frontiera argentina incontriamo nuovamente i nostri amici, con cui consumiamo il cibo che non è ammesso in Cile e poi ci ritroviamo alla dogana cilena per i controlli di rito, che per noi sono molto soft mentre gli argentini sono costretti a svuotare tutte le borse.

Riprendiamo la strada asfaltata e percorriamo un bel tratto che ci porta al paese di Futaleufù, molto grazioso. Arriviamo prima della pioggia, troviamo un piccolo hospedaje a conduzione familiare, un banco da cui prelevare pesos cileni di cui siamo sprovvisti e una cena che non ci soddisfa ma ci sazia.

Bienvenidos a Chile!

 

L'impolveratore

L’impolveratore

Anche no...

Anche no…

Verso il passo

Verso il passo

Passo rio Futaleufù

Passo rio Futaleufù

Un messaggio per i presenti

Un messaggio per i presenti

Ognuno in sella al proprio destriero

Ognuno in sella al proprio destriero

 

27/01/2015: Futaleufù

Giornata pacifica a Futaleufù, un po’ di vento e un po’ di pioggia, un po’ di passeggiate e un po’ di internet.

Facciamo due parole con Valentin, francese, lui in bici, noi oggi no; quando vediamo una bici con le borse non restiamo alla tentazione di chiacchierare! Valentin è partito dal Canada, poi si è spostato con dei mezzi perché è capitato in Ecuador in un periodo di maltempo e ora si avvia anche lui ad attraversare la Carretera Austral.

Domani si prosegue per congiungersi alla suddetta e tanto attesa Carretera!

 

Hospedaje paradisiaco

Hospedaje paradisiaco

Casetta di Futaleufù

Casetta di Futaleufù

 

28/01/2015: Tappa 78: Futaleufù – Villa Santa Lucia (77 km)

All’uscita del paese di nuovo lo sterrato che, unito ai saliscendi, renderà la giornata dura. Dopo poche centinaia di metri abbiamo già accumulato 150 m di dislivello e ce ne aspettano almeno altri 1200! Alcune salite non sono salite ma muri dove Sil va a tutta e arriva col fiato corto, mentre io sono costretta alla mia attività alternativa al pedalare, cioè spingere

Ad un certo punto, fortunatamente non trafficato e in mezzo al nulla, mi fermo di colpo perché sento rumori strani sulla bici. Mi giro e ci metto un attimo a realizzare che le mie borse posteriori e il rackpack stanno scivolando all’indietro perché, con i continui scossoni da ripio, è saltata una vite del portapacchi! Fortunatamente nulla di più! Il tempo di scaricare tutto e trovare la vite giusta e super Sil ha già sistemato tutto.

Di nuovo in sella, la strada é lunga oggi. Ci fermiamo per una empanada al volo in una tienda inaspettata e proseguiamo. Attraversiamo anche un piccolo paese in cui ipoteticamente si potrebbe trovare da dormire ma…proseguiamo.

Il desiderio di chiudere la tappa ci fa andare avanti ma sappiamo che dobbiamo ancora scavalcare qualche rilievo di troppo per arrivare a Villa Santa Lucia.

Sdrammatizziamo la situazione quando ci raggiunge Gabriele, italiano, in bici, ma con metà del nostro carico… Infatti, quando ripartiamo, sono pochi i km che percorriamo insieme, ognuno segue il suo ritmo e lui, naturalmente, va più spedito.

Non è consentito pensare che l’arrivo a un paese sia facile, bisogna sempre penare e l’arrivo a Villa Santa Lucia lo dimostra. Dure rampe in salita, io sono costretta a scendere dalla bici e ad imprecare perché devo spingere, perché é quasi buio, perché sono stanca…

Alla fine, però, anche questa volta arriviamo. Il paesello sembra deserto, ma c’é un mini campeggio invaso da tende e un negozio dove compriamo la cena e incontriamo Gabriele, che mangia l’ultima empanada rimasta. Infine, un grazioso hospedaje ci permette, vista l’ora infame, di non montare la tenda al freddo e al buio.

 

Partiamo da Futaleufù

Partiamo da Futaleufù

Lago Espolon

Lago Espolon

Si va?

Si va?

Pausa pranzo

Pausa pranzo

Montagne cilene

Montagne cilene

Rio Futaleufù e le sue rapide

Rio Futaleufù e le sue rapide

Specchio sull'acqua

Specchio sull’acqua

Lago Yelcho

Lago Yelcho

Ultimo strappo prima di Villa Santa Lucia

 

 

Il prossimo aggiornamento vi porterà sulla Carretera Austral…